Che cos’è la Consulenza Filosofica*

E’ una relazione d’aiuto il cui obiettivo principale è l’attivazione di risorse interiori ovvero, più precisamente, farle uscire dallo stato di potenza portandole all’atto facendo emergere attraverso il dialogo, come indicato da Socrate, le risorse presenti in ciascun essere umano: esse rappresentano "
il sole dentro".
La Consulenza Filosofica consiste nel mettere a disposizione gli strumenti del pensiero filosofico passando dall'astrazione al piano della concretezza e viceversa.
Le risorse interiori contengono in sé le modalità di risposta alle domande che la vita pone periodicamente sotto forma di scelte di fronte a problemi e difficoltà, all'insoddisfazione e al disagio esistenziale per qualche cosa che non "appartiene più" o che "non appartiene ancora" siano esse relative agli ambiti fattivi dell'orientamento alle scelte che riguardano istruzione e lavoro oppure negli ambiti dell'intimità della vita affettiva o familiare così come in quegli eventi che esulano dalla volontà dei soggetti (separazione, abbandono, malattia, lutto).


A chi si rivolge

Bisogna avere dentro di sé il caos per partorire una stella danzante
F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra

La Consulenza Filosofica, essendo prassi di vita, si rivolge non solo a coloro i quali vivono un momento di disagio dal quale desiderano uscire rafforzati umanamente come individui bensì si rivolge a tutti coloro che, per amore di sé, desiderano esplorare criticamente il proprio modo di pensare la realtà per aprirsi a nuovi spazi e vivere nel modo più autentico e migliore possibile. Ciò è “
cura di sé”.


Brevi considerazioni

La vita è esperienza di accadimenti, proiezione di desideri, tensione verso la realizzazione di obiettivi ma è anche mancato avverarsi di desideri, di obiettivi e di accadimenti: ciò genera frustrazione e disagio.
Vita è contemplazione del “bello” (ciò che è armonico, fecondo ed accrescitivo) o anche, in alcuni casi, del “brutto” (ciò che è disarmonico, deviante e diminutivo) e vi sono al mondo cultori tanto dell’uno quanto dell’altro modo di rapportarsi al mondo e all’umanità.
Ogni esperienza incide sulla nostra visione del mondo, sul sentire interiore, sulla percezione del “valore” di noi stessi e sul senso stesso della vita tanto da determinare forme di immedesimazione che diventano opinioni, credenze, convincimenti (e infine dogmi, basti pensare a quanti si ritengono “vincenti o perdenti nati”) in un processo di irrigidimento che diviene come una gabbia sia per chi si imbatte nel “successo” quanto nell’ “insuccesso”.
diffrazione
In realtà ogni costrutto “giustificatorio” è frutto di una “mente che mente” perché, come accade per la luce, l’essere umano può assorbire o riflettere gli accadimenti che ne costituiscono l’esperienza: assorbendoli assume un atteggiamento passivo-vittimista e riflettendoli li rifugge con la probabile conseguenza di negare a sé ed agli altri armonia e rispetto che potremmo definire come l’atteggiamento dell’attivo-carnefice. Da ciò derivano buona parte degli atteggiamenti distruttivi e autodistruttivi.


Differenziare i punti di vista

Come in fisica, esiste anche una terza modalità: la diffrazione. Essa consente di vedere lo spettro dei colori e mediante ciò si possono ordinare fatti e pensieri, trasformare e rielaborare le esperienze per entrare in contatto con la sorgente inesauribile di energia (che è luce) che sta fuori e dentro di noi permettendo di orientare le nostre azioni.
Inutile dire che ciò che è armonico, naturale ed accrescitivo è generatore di benessere e serenità. Di contro ciò che è disarmonico, innaturale e diminutivo genera ansia, stress e disagio (o angoscia) esistenziale.

frequenze_della_luce

In quei momenti della vita nei quali ci si ritrova nel pieno di una "crisi" - parola che comunemente assume un significato negativo - e sopraffatti dagli avvenimenti e dalle emozioni, si tende a dimenticare che "crisi" è il momento culminante di un processo o progetto iniziato molto tempo prima quando una determinata esigenza (di crescita biologica o psicologica, contingente o altro) portò alla necessità di formulare un giudizio sul piano esistenziale che condusse ad un riassetto della direzione dell'esistenza, ovvero ad una scelta, alla decisione di imboccare una delle possibili vie percorribili. “Crisi”, allora, è, nel contempo, fine del vecchio e preludio al nuovo: rinnovamento che attraverso gli strumenti della critica, che sono filosofici, apre a nuove possibilità di conciliare l’interpretazione della realtà con valori, significati e scopi personali, concetti e preconcetti, desideri e aspettative nella cornice filosofica del “fare chiarezza” come metodo (che non è medica né psicanalitica, ambiti specifici del medico e dello psicologo).


Venezia, settembre 2010

Sandra Scibelli


* Si veda la definizione di Counseling Filosofico dal sito della Società Italiana di Counseling Filosofico (SI.Co.F.)